Vanda Bonardo

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Category Archives: montagna

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seminario sul lupo

programma

RADDOPPIO DEL TRAFORO DEL FREJUS

cipraCIPRA Italia esprime forte preoccupazione per il possibile aumento di transito in palese contrasto con il protocollo Trasporti

Il Frejus: un raddoppio camuffato, così fu definita la canna di sicurezza dagli ambientalisti, fin dal lontano 2008. Ora il dubbio è diventato certezza e come se non bastasse si punta ad uno strabiliante aumento di traffico. Addirittura al di là una qualsiasi realistica stima per il futuro. “La realizzazione della seconda canna (destinata al transito) rappresenta già di per sé una palese violazione dell’articolo 11 comma 1 del Protocollo trasporti (Le Parti contraenti si astengono dalla costruzione di nuove strade di grande comunicazione per il trasporto transalpino). Inoltre non va dimenticato che è in atto una riduzione del traffico merci Italia – Francia da più di 30 milioni di tonnellate del 1995 a 22,4 milioni di tonnellate nel 2012 (dati ALPINFO) e non ci sono elementi plausibili per dimostrare un’inversione di tendenza.” ricordano Federica Corrado Presidente di CIPRA Italia e Vanda Bonardo responsabile trasporti per CIPRA Italia. Ciò nonostante secondo SITAF nel 2019, quando sarà aperta al traffico la seconda galleria, quella nata come galleria di servizio, potranno passarne 1 milione e 51mila all’anno, 2800 al giorno in media, con un tetto massimo consentito di 4200 transiti quotidiani, a fronte degli attuali 1826. “A tale proposito CIPRA Italia esprime tutta la sua contrarietà – dichiarano Corrado e Bonardo – ricordando che deve essere prioritario un contingentamento delle merci su gomma che transitano nelle Alpi, per arrivare ad un trasferimento di una quota sempre più crescente al ferro e al trasporto su nave, come previsto dal Protocollo Trasporti della Convenzione sulle Alpi. Non si capisce per quale motivo l’Italia voglia a tutti i costi costruire una nuova ferrovia merci Torino Lione se poi, nei fatti, non è concretamente disposta a perseguire il trasferimento delle merci su ferro”

CIPRA Italia – La Segreteria

Torino, 25 febbraio 2015

neve diversa

ciaspoliamo valle cervo ciaspole in VdA 1-3 ciaspole in VdA 15-3Week-end bianchi ad impatto zero, andare in montagna in luoghi lontani dagli impianti di risalita, niente piste innevate artificialmente né motoslitte ma tanti sapori e colori dell’inverno alpino: questa è Nevediversa, la proposta per un turismo invernale targata Legambiente. Il business dello sci ha monopolizzato per anni le scelte degli operatori turistici sulle montagne italiane rendendo impossibile la nascita di offerte diverse da quella che è la tradizionale e consunta settimana bianca. Ma mentre la temperatura media è aumentata di oltre 1°C, la linea ciaspole in VdA 22-2di “affidabilità” della neve è salita negli ultimi anni oltre i 1.500 metri sul livello del mare mettendo in difficoltà ben sempre più comprensori sciistici.Prossimi appuntamenti aperti a tutti: 22 ciaspolata alpe devero 14-2febbraio Piemonte e Valle d’Aosta; 1 marzo valle d’Aosta;15 marzo Valle d’Aosta

Fermiamo l’eliski: con una legge di regolamentazione nazionale

cipraLa recente clamorosa decisone di Giuseppe Miotti di dimettersi dall’Associazione delle Guide Alpine Italiane, in polemica con l’accondiscendenza verso la pratica dell’eliski da parte di questa e con l’attribuzione del patrocinio ad una manifestazione di free ride da parte del Collegio delle Guide Regionali Lombarde,

ci offre lo spunto per tornare a sollecitare una rigorosa normativa a livello nazionale in materia di sorvolo a bassa quota degli elicotteri (non solo eliski) per

scopi ludici. Mentre negli altri Paesi alpini l’utilizzo ludico dei velivoli a motore o è

vietato o è seriamente regolamentato, in Italia vige una sorta di deregulation dove ognuno fa, impunemente, quello che gli pare. Si aggira il divieto perfino nelle Province Autonome, e nemmeno nelle aree protette si riesce ad ottenere

il silenzio dei rotori.

Non esiste altra attività “sportiva” che vada a beneficio di così poche persone e che invece rechi disturbo a molti. Per il trasporto in alta quota di poche persone, un’intera valle è costretta a subire per molte ore il rumore di un elicottero. Per la fauna selvatica, specie nel periodo invernale, il rumore dell’elicottero può essere fatale o provocare l’abbandono dei quartieri di svernamento verso aree meno appropriate. L’apparizione dell’elicottero – spesso improvvisa – provoca la fuga precipitosa degli animali che, in preda al panico, percorrono grandi distanze con un elevato dispendio di energia.

Sappiamo che la stragrande maggioranza delle guide alpine non pratica eliski e che le ricadute economiche di questa attività sono del tutto marginali; anzi, laddove questa viene praticata aumentano proprio le lamentele dei turisti che in maniera crescente si avvicinano alla montagna invernale in modo silenzioso, con ricadute positive per le stesse guide oltre che per gli operatori economici del territorio montano. Per queste ragioni CIPRA Italia, anche a nome delle associazioni aderenti, torna a sollecitare il Parlamento affinché venga seriamente disciplinato a livello nazionale il sorvolo con velivoli a motore in zone di montagna.

Riteniamo possano essere presi in considerazione e tenuti come base del confronto i disegni di legge che nel 1998 erano arrivati ad un passo dalla approvazione e che avevamo in gran parte condiviso. CIPRA Italia è disponibile a

riprendere un confronto serrato, urgente, che porti il nostro Paese a regolamentare con efficacia l’attività degli elicotteri in montagna.

Dopo Miotti, al quale va tutto il nostro apprezzamento, auspichiamo che anche altre guide alpine – e meglio ancora sarebbe se lo facesse l’associazione che li rappresenta – prendano il coraggio di venire allo scoperto e denunciare l’insensatezza di attività come l’eliski che fanno della montagna un banale lunapark ad uso e consumo dei turisti per lo più inconsapevoli dei danni e dei pericoli che il loro divertimento provoca.

 

Torino, 20 gennaio 2015

 

CIPRA Italia – Il Consiglio Direttivo

Conférence annuelle de la CIPRA de 2014

Bien vivre dans les Alpes! Des solutions créatives face à la raréfaction des ressources

-_il_logo_della_cipra_-_commissione_internazionale_per_la_protezione_delle_alpi._-_2012_-Les ressources naturelles sont limitées. Y compris dans les Alpes. Nous devons en faire un usage parcimonieux et raisonnable. Mais cela ne doit pas nous empêcher de bien vivre, au contraire, car avec notre créativité nous pouvons trouver des solutions qui respectent notre environnement. Parfois cela implique aussi de ne pas intervenir, de se « retirer », de ne rien faire. A quoi ressemblent ces solutions, qui n’impliquent pas une consommation toujours croissante de la nature et de ses ressources? Comment pouvons-nous amplifier et démultiplier les nombreux concepts et initiatives qui existent déjà en termes de sobriété et de gestion durable des ressources ? Comment impliquer les différentes parties prenantes (Etats, Régions, ONG) pour que la nouvelle stratégie européenne pour les Alpes (EUSALP) prenne fortement en compte la raréfaction des ressources ? Nous vous invitons à débattre et chercher des réponses à ces questions, parmi d’autres, lors de la conférence annuelle 2014 de la CIPRA sur le thème « Bien vivre dans les Alpes! Des solutions créatives face à la raréfaction des ressources ». Elle se tiendra du 13 au 15 novembre 2014 à Annecy.

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La città metropolitana e il suo impatto sui comuni

22 novembre ore 16 presso la sede di via Garibaldi 10 Torre Pellice

incontro sul tema:

La citta metropolitana e il suo impatto sui comuni di montagna

con Maurizio Trombotto Consigliere SEL al Comune di Torino

Vanda Bonardo responsabile nazionale Alpi Lega Ambiente

Greendolomiti protagonista a Ecomondo di Rimini

timthumbIl progetto di Confindustria Belluno Dolomiti sarà presentato alla fiera internazionale dello sviluppo sostenibile. Oltre a Gianluca Vigne, all’evento parteciperanno anche il Sottosegretario all’Ambiente, Barbara Degani, e la responsabile Alpi di Legambiente Vanda Bonardo
Belluno, 30 ottobre 2014 – Green Dolomiti sarà protagonista alla diciottesima edizione di Ecomondo, la fiera internazionale del recupero di materia ed energia e dello sviluppo sostenibile che si svolge a Rimini Fiera dal 4 all’8 novembre e che è pronta ad accogliere novantamila operatori provenienti da tutto il mondo. Il progetto sarà presentato giovedì 6, alle 14,30, da Gianluca Vigne, componente della giunta di Confindustria Belluno Dolomiti con delega all’ambente e all’energia, nell’ambito della mostra “Città Intelligenti – Buone Pratiche in Comune” di Legambiente. Si tratta di un’esposizione che metterà in evidenza soluzioni possibili e già esistenti di nuovi materiali, tecnologie innovative, fonti rinnovabili, contenimento degli inquinanti e dell’uso delle risorse, mobilità, territori, biodiversità, attenzione all’identità e alla socialità. Obiettivo e risultato della mostra, come sottolinea Legambiente, è dimostrare come la sostenibilità ambientale si coniuga con la sostenibilità economica. Tra le buone pratiche presentate per far sì che possano essere adottate anche da altri soggetti c’è Green Dolomiti, il network per lo sviluppo sostenibile realizzato dall’associazione tra gli industriali bellunesi.
«Fa piacere che Legambiente abbia voluto riservare uno spazio alla nostra iniziativa in una vetrina tanto prestigiosa», commenta Gianluca Vigne. All’evento parteciperanno anche il Sottosegretario all’Ambiente, Barbara Degani, e la responsabile Alpi di Legambiente Vanda Bonardo. «Prendendo spunto dal nostro progetto – aggiunge Gianluca Vigne – cercheremo di mettere in evidenza, in un contesto suggestivo e stimolante come Ecomondo, le grandi opportunità che la montagna tutta può e deve cogliere per favorire uno sviluppo sostenibile, incentrato sulla valorizzazione delle risorse ambientali e naturali, di cui è ricca, e orientato ad apportare un contributo alle grandi sfide globali che le istituzioni devono affrontare: clima, produzione di energia pulita, risparmio energetico. Solo così si potrà finalmente uscire dall’ottica della montagna come area marginale e svantaggiata che necessita di politiche assistenzialiste. Da questo punto di vista, il connubio tra due realtà molto diverse come Confindustria e Legambiente è di per sé un aspetto da evidenziare».
«In questi dieci mesi – conclude Vigne – il progetto Green Dolomiti sta suscitando interesse a livello nazionale. Prima di Ecomondo, infatti, è stato presentato anche all’Università Bocconi di Milano, nell’ambito del Salone della Csr e dell’innovazione sociale che si è svolto a inizio ottobre. Adesso abbiamo l’opportunità di utilizzare un’altra grande vetrina per raccontare un’iniziativa che interessa un territorio caratterizzato da una spiccata vocazione industriale e dalla presenza di un enorme patrimonio naturale».

CIME BIANCHE

cime biancheProsegue la battaglia degli ambientalisti e delle persone di buon senso in difesa di un angolo ancora intonso nel massiccio del Monte Rosa .Di seguito la risposta di Legambiente Valle d’Aosta a quella dell’ex sindaco di Valtournenche sulla spinosa questione degli impianti di Cime Bianche.

Su Cime Bianche non si cerchi di lanciare la crociata montanari contro ambientalisti perchè la gente ormai non cade più in questi tranelli. Qui si sta discutendo di sviluppo di un territorio, di economia che si regge sulle proprie forze, delle caratteristiche per le quali i turisti vengono a scoprire la bellezza della montagna, non solo tre mesi all’anno e non in un posto qualunque ma proprio nelle nostre Valli. Nessuno chiede di eliminare lo sci, attività ormai turisticamente matura, ma ci si preoccupa di non pregiudicare il futuro: un futuro che deve essere sostenibile, ambientalmente e economicamente. Tutti abbiamo presente qual è lo stato di salute dei bilanci delle società di risalita. E’ di pochi giorni fa l’intervento della Regione per risanare i conti della Monterosa ski. Aumentare gli investimenti aumenta i debiti. Se con l’offerta di prima venivano 100 sciatori, quanti sciatori si prevede di avere con il nuovo impianto di Cime Bianche? Così tanti da ripianare l’indebitamento nuovo più i deficit ormai cronici? Sembrerebbe di no, visto che, stando ai bilanci di Monterosa Ski, l’aumento di passaggi sugli impianti non migliora i bilanci. Nel 2013 la società che, lo ricordiamo, è una partecipata regionale, ha incassato per la presenza turistica circa 2 milioni di euro in più, ma i debiti sono aumentati Forse i motivi per cui i turisti non si accalcano più sulle le piste vanno ricercati in carenze che nulla hanno a che fare con la lunghezza degli impianti, e che condizionano negativamente l’intero comparto turistico valdostano: crisi economica generale, certo, ma poi difficoltà di accesso alle valli, caro autostrada, banalizzazione del territorio, gestione dell’accoglienza. Prevedere di aumentare ancora gli skipass, come ipotizzato nei giorni scorsi su queste pagine, per coprire parte dei nuovi investimenti è una buona idea o significa la pietra tombale su un mercato sempre più in crisi? Distruggere le zone ancora incontaminate delle alte valli porterebbe, a fronte di un aumento degli sciatori tutto da dimostrare, la sicura diminuzione delle presenze estive. Quanti turisti d’estate vanno ad Ayas e quanti a Cervinia? La differenza sta nell’equilibrio che la val d’Ayas ha saputo finora sapientemente mantenere. E’ però evidente che gli investimenti fanno gola a poche e ben selezionate persone: una volta li chiamavamo genericamente speculatori. Oggi potremmo, in maniera più mirata, ricercarli in alcuni amministratori, consulenti, costruttori. Il risultato è però lo stesso: gli appetiti di pochi distruggono il bene di una intera comunità. Gli impianti di risalita li hanno tutte le stazioni sciistiche, il paesaggio del Monte Rosa no. Troppo difficile il concetto?

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