Vanda Bonardo

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ARCHIVIO

Un’altra economia è possibile

MERCOLEDI’ 20 FEBBRAIO 2013

ore 17 CUNEO

Casa Delfino – Corso Nizza, 2

Un’altra economia è possibile

lo sviluppo dell’agro-alimentare per la difesa e la valorizzazione della salute, dell’ambiente, del territorio…

SEL risponde alle richieste di SLOW-FOOD

Incontro – dibattito con

VANDA BONARDO
Candidata di SEL in Piemonte per il Senato
già Presidente di Legambiente Piemonte

e
un esponente di SLOW-FOOD

Modererà il Dibattito
DOMENICO SANINO
Presidente di PRO-NATURA

AREE PROTETTE: la regione non rispetta le proprie leggi!

Comunicato stampa

DISATTESA LA NORMA SULLA CARTA DELLA NATURA

Domani, 29 giugno 2012 scade il termine ultimo per l’adozione della Carta delle Natura da parte della regione Piemonte e nulla è stato concluso! Natura e Cultura sono i due grandi patrimoni che contraddistinguono il nostro Paese. Il Piemonte in particolare è considerato un “hotspot” ovvero uno dei punti caldi di biodiversità (e quindi importanti) della terra.
Il dettato normativo sulle aree protette (Legge Regionale 29 giugno 2009 n. 19), a tutela del patrimonio naturale piemontese prevede all’Art. 3 comma 2 che Entro tre anni dall’entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale, di concerto con le province, adotta la carta della natura regionale che è approvata dal Consiglio regionale nel rispetto delle procedure previste, per gli strumenti della pianificazione territoriale regionale, dalla vigente legislazione in materia urbanistica e territoriale. Ma, come si poteva supporre, non c’è alcun atto a tale riguardo.
“ La Carta della Natura è un fondamentale strumento di conoscenza e monitoraggio dello stato dell’ambiente naturale del Piemonte. –ricorda Vanda Bonardo responsabile Ambiente di SEL Piemonte.-La realizzazione di questo strumento di conoscenza rappresenta un’opportunità per metterci al passo con molti altri paesi del mondo sviluppato, dotando così le istituzioni di un sistema di raccolta, valutazione, elaborazione delle conoscenze.”
Oltre a fornire fondamentali informazioni sul patrimonio naturale delle aree protette, permette di conoscere tutte quelle emergenze naturalistiche al di fuori del sistema dei parchi, attualmente ignorate dai più. La Carta è anche indispensabile per gli amministratori per quel che concerne la pianificazione territoriale .
Ha dell’incredibile l’atteggiamento di questa Giunta tanto attenta alle istanze liberiste dei pochi , quanto indifferente al bene comune. Anche la Rete Ecologica Regionale, parte fondamentale della Carta, avviata attraverso un altro strumento ( Piano Paesaggistico Regionale) pare sia percepita più come un inciampo che come un aiuto al territorio. Attualmente non è dato sapere dove si sia arenata. Quasi che non si voglia in alcun modo dare cogenza e quindi vincoli da rispettare.
“L’applicazione della normativa avrebbe anche il pregio di favorire e sostenere la ricerca scientifica offrendo occasioni lavorative per giovani naturalisti, forestali, zoologi, botanici, geologi, geometri, architetti.- Dichiara Fabio Lavagno Coordinatore Regionale di SEL – Nuove e qualificate professionalità per i giovani piemontesi che il pubblico, per il ruolo che gli compete, avrebbe il dovere di sostenere anziché snobbare con autosufficienza.”
Un elemento questo della Carta che si aggiunge ad un quadro preoccupante rilevato da SEL Piemonte in più occasioni, dal recente seminario sui parchi, alla manifestazione dei sindacati. “Ribadiamo la netta percezione che volutamente, in tempi brevi, con la scusa della crisi, si vada verso una sorta di dismissione silenziosa di un sistema. – Concludono i dirigenti di SEL- Un segnale di scarsa lungimiranza di questa Giunta non solo inadempiente e inconcludente ma anche poco accorta . Assolutamente incapace di comprendere che in questo modo si perderà un’importante occasione di sviluppo e si contribuirà solamente alla crescita della crisi invece che del PIL e del benessere!”
Fabio Lavagno – Vanda Bonardo (Sinistra Ecologia Libertà Piemonte)

Aree protette: la Regione Piemonte verso la sistematica demolizione

Comunicato Stampa 25 giugno 2012

La politica delle aree protette piemontesi, condotta dalla Giunta Cota, ci preoccupa molto. La netta percezione è che, volutamente in tempi brevi, con la scusa della crisi, si vada verso una sorta di dismissione silenziosa di un sistema che, pur avendo bisogno di una revisione, tutto merita tranne la sdegnosa trascuratezza da parte delle istituzioni e della politica .

Un sistema che in trent’anni di vita ha contribuito a tutelare e far conoscere il meglio del Piemonte in Italia e non solo. Qui sono nati progetti di alto valore scientifico , riconosciuti in tutto il mondo (dalla Banca del Germoplasma al Progetto Lupo, monitoraggi aria, acqua e molto altro), insieme a importanti progetti di promozione dello sviluppo locale e di educazione ambientale per centinaia di migliaia di studenti.

“I segni del decadimento sono piuttosto evidenti – commenta Vanda Bonardo responsabile Ambiente di SEL Piemonte – la banalizzazione del ruolo dei parchi, il commissariamento come logica conseguenza dei criteri scelti per l’elezione dei presidenti, l’assenza di rappresentanze ambientaliste, il blocco delle politiche di sistema, l’oblio di strumenti fondamentali quale la Carta della Natura. Più di tutto il resto è emblematico il cappio messo al collo degli enti. L’inaudito taglio alle risorse e al personale appare oggi in tutta la sua evidenza: una vera e propria condanna a morte.”

Per un buon funzionamento del sistema regionale servirebbero una trentina di milioni di Euro all’anno. L’assessore Casoni ha dichiarato un finanziamento di 20 milioni per il 2012, a conti fatti, però, il totale stanziato ammonta a solo 13 milioni. Tale cifra assolutamente inidonea per il mantenimento dell’esistente (ivi compresi i posti di lavoro) , inaccettabile da tutti i punti di vista.

“Sinistra Ecologia Libertà intende sostenere la vertenza aperta dei sindacati con la manifestazione del 26 giugno. – conclude Fabio Lavagno Coordinatore Regionale di SEL – Per SEL è indispensabile porre sempre più al centro non solo delle politiche ambientali, ma anche di quelle territoriali ordinarie, la questione delle aree protette , della conservazione della natura, dei posti di lavoro ad esse correlati e del rapporto con le popolazioni come modello per una gestione diversa del territorio e dello sviluppo. Un impegno politico affinché al più presto abbia fine la mortificazione che oggi stanno vivendo i parchi e con essi gli operatori e i tanti cittadini che credono nella protezione ambientale.”

Fabio Lavagno – Vanda Bonardo (Sinistra Ecologia Libertà Piemonte)

IL LUPO tra fascino e terrore

Il luporitorno del Lupo nelle Alpi non poteva che destare sentimenti contrastanti. Un conflitto tra opposti sensi, anche con tracce  arcaiche. Spesso, più di quanto non si possa immaginare  ritorna la rappresentazione del lupo come belva. Un’interpretazione insopportabile per una naturalista  per di più ambientalista (sic!), pur tuttavia degna di attenzione dal punto di vista socioeconomico e antropologico. Anzi da indagare e conoscere  soprattutto se si ha l’ambizione di smantellare quei luoghi comuni duri a morire e, al contempo, disvelare i reali problemi dei montanari.

A parlare di “lupo mannaro” inteso come antropofago, a volte ci si mettono anche persone  con una certa cultura e perciò consapevoli delle proprie affermazioni. In casi come questi diventa difficile non pensar male, tanto paiono lontani da  un approccio razionale e scientifico o  semplicemente da una  normale capacità di analisi di fenomeni  e  fatti.

Allo stesso modo fa meraviglia  la confusione tra fatti e commenti, mescolanze che non aiutano  a distinguere una narrazione fantasiosa da ciò che è realmente accaduto, perciò documentato e quindi dimostrabile.

Un conto è recuperare i racconti, le leggende, le storie del passato per darne un’interpretazione  socio-antropologica. Sempre utile ed interessante per capire l’animo umano e la società, così come  ci hanno insegnato Adorno e de Martino con i fondamenti dell’antropologia culturale. Diverso  è insistere su stereotipi e luoghi comuni per alimentare fantasmi e paure, improponibili  nel moderno Piemonte del terzo millennio.  Non è assolutamente vero che il lupo attacca  gli esseri umani addirittura al pari delle pecore. Il lupo è così timido e riservato da tenersi ben lontano dalla nostra specie. E’ un miracolo vederlo.Con questo  modo di pensare si  continua a  considerare  pericoloso per gli umani un animale come il lupo, sebbene in questi anni non ci sia mai stato nelle Alpi nessun caso di attacco alle  persone. Una valutazione difficile da accettare  visto che quotidianamente conviviamo con rischi sia in casa che all’aperto,  tanto enormi quanto incompresi. Percepire la giusta dimensione del rischio e convincere gli altri a farlo, credo sia un impegno minimo per un paese civile.

 Il lupo non è né buono né cattivo, è un animale come un altro. Probabilmente se lo si conoscesse un po’ di più e si studiassero i dati che abbiamo a disposizione (Progetto Lupo Regione Piemonte), si eviterebbero tante sciocchezze. A partire dal 1999 il numero di branchi di lupo presenti sul territorio regionale è aumentato e di conseguenza è cresciuto anche il numero di attacchi al bestiame domestico, pur non in maniera proporzionale.

Esiste una scienza  che ci aiuta a conoscere il comportamento degli animali :  l’etologia. A questa dovremmo affidarci quando vogliamo seriamente parlare di animali, siano essi lupi o cani domestici o quant’altro del regno animale. A partire dalle conoscenze scientifiche dovremmo  iniziare a costruire  una seria strategia per rendere  possibile  una convivenza con il ritorno del lupo.

Anche se modesto, è innegabile il pericolo per le greggi, e  su questo rischio occorre intervenire. Allo stresso modo occorre comprendere il forte patimento dei pastori “onesti” colpiti. Non capire la sofferenza per un gregge distrutto è da sconsiderati, ma la risposta deve essere “di testa”, non “di pancia”.

Occorre intervenire rafforzando quei  progetti  utili ad affrontare  i reali problemi  dovuti al ritorno del lupo nei pascoli montani. Progetti che realizzino monitoraggi continui sul territorio regionale, sui danni verso gli animali domestici. Sono da sostenere le attività di prevenzione, gestione, con team di veterinari come supporto  agli allevatori, insieme a strumenti normativi per un rapido rimborso dei danni subiti. Non ultimi i  premi per gli allevatori virtuosi che gestiscono il pascolo con buone pratiche.

Attività come queste sono contemplate nell’ottimo progetto del Parco Regionale delle Alpi Marittime, che la Regione Piemonte, con poca lungimiranza, ha pensato di troncare interrompendo i finanziamenti  dal 1° gennaio 2012. Un altro progetto importante, per dimensioni e per risultati è il Life WOLFNET , promosso dai parchi dell’Appenino insieme a Legambiente. Due esempi da seguire  e sostenere se si vuole effettivamente il bene della montagna e dei montanari.

In ultimo non va dimenticato che,  laddove c’è la capacità di reggere la sfida della convivenza con il lupo, possono sorgere  nuove e forti  opportunità economiche. Un territorio che tra le sue offerte turistiche sa anche offrire e comunicare la possibilità di incontri con animali selvatici così affascinanti  come il lupo,  non può che trarne giovamento. La dimostrazione concreta è il bellissimo centro faunistico Uomini e Lupi di Entracque che in due anni di attività ha registrato più di 40 mila visitatori. Una potenzialità economica in più per il territorio montano, sarebbe sciocco disdegnarla in un periodo di crisi come questo.

Vanda Bonardo

Responsabile nazionale Alpi Legambiente

 

 

Documentario “Libellule”

Anno: 2009 Durata: 18’45’’ Sceneggiatura: Vanda Bonardo, Regia: Adonella Marena, Fotografia: Fabio Colazzo Marino Rore, Musiche: Davide Balistreri Andrea Tinuzzo, Montaggio: Fulvio Nebbia, Produzione e distribuzione: Legambiente Piemonte Valle D’Aosta

Le libellule sono gli abitatori delle zone umide, gli insetti volanti più agili, possenti e antichi, che volavano maestosi su tutto il pianeta già alle origini del mondo animale. Oggi si stanno estinguendo: perché? Un breve racconto sulla vita e l’habitat di queste affascinanti creature, sulla loro forza, bellezza e mistero, che rischiano di soccombere all’intervento avventato della specie umana sulla natura, dopo aver resistito ai cambiamenti millenari della terra.

PREMI e MENZIONI

EcoFestiValPesio (CU) Ottobre 2010 Biodiversità

Agofilm Festival Nitra (SK), Settembre 2010 Competition “Dragon Flies”

Scanno Natura Doc “Effetto Uomo” (AQ) Settembre 2010

Malescorto (VCO) Agosto 2010 Documentari Ecologici

FilmFestival sul Paesaggio (PA) Giugno 2010 Paesaggio

Envirofilm (SK) Maggio 2010 Panorama

Video Festival Imperia (IM) Aprile 2010 Explorer Documentario Naturalistico

Piemonte Movie qLocal Film Festival (TO) Marzo 2010 Spazio Piemonte

Vedere la Scienza Festival (MI) Marzo 2010 Biodiversità

Ekofilm (CZ) Ottobre 2009 Informace

Marcarolo Film Festival (AL) Settembre 2009 Parchi in campo

Premio Careas (BG) Settembre 2009 Natura e Ambiente

Festival Cinemambiente (TO) Ottobre 2009 Amb/tazioni

Roma DocScient Marzo 2009 Concorso Italia

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