Vanda Bonardo

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SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA’ PIEMONTE ADERISCE E PARTECIPA ALLA MARCIA PER LA TERRA CHE SI SVOLGERA’ A CUNEO IL 21 APRILE 2013

marcia terraTorino,16 aprile 2013                                                                                                                                                                  Comunicato stampa

SEL Piemonte ritiene doveroso aderire alla Marcia per la Terra che in Piemonte si svolgerà domenica 21 aprile a Cuneo.I diversi indicatori elaborati nei numerosi studi che, specie negli ultimi anni, si sono prodotti, sono tutti concordi nel evidenziare un tasso di consumo di risorse naturali, in particolare di suolo che, se proiettato nel futuro, appare assolutamente insostenibile.

Viviamo in un Paese dove troppo spesso si è rinunciato e si rinuncia a  strumenti di controllo  e di pianificazione del proprio futuro. In questi  decenni, lo sviluppo economico e sociale è passato per una  fase di consumo eccessivo di risorse, accompagnandosi al contempo a grandi bolle di speculazione, di rendita di posizione e di sovvenzioni talora distorcenti a tutto discapito di beni comuni come il suolo e l’acqua. D’altra parte l’attuale crisi economico- finanziaria, che ha moltiplicato il numero dei fabbricati inutilizzati e/o dismessi, dimostra la necessità di modificare il modello di crescita fino ad ora perseguito.

Ne consegue una impellente  necessità di sviluppare le alternative della riqualificazione e della manutenzione territoriale – sia ordinaria che straordinaria – e, infine, del riuso delle aree territoriali. Tutto ciò con l’obiettivo di ridurre l’uso di nuove e incontaminate aree naturali.

Per  porre fine allo spreco del territorio, tutelare il paesaggio, offrire una mobilità sostenibile e confortevole, ridurre i rischi di frane e alluvioni sono  necessarie azioni di governo che restituiscano il giusto equilibrio tra attività, bisogni e funzioni sull’intero territorio.

Per questo occorre pervenire ad una moratoria del consumo di suolo , in specifico quello agricolo. Un  obiettivo che si persegue con una legge urbanistica nazionale che fissa un tetto inderogabile e decrescente al consumo del suolo.

Sempre in tal senso riteniamo indispensabile  intervenire fiscalmente per disincentivare il consumo di nuovo suolo e, al contrario, rendere fiscalmente vantaggioso le pratiche del riuso di suolo e della riqualificazione edilizia ed urbana.

Questa sfida di qualità e innovazione, di tutela e cambiamento si gioca tutta attraverso la capacità di rilanciare la voglia di bellezza, la principale caratteristica del nostro Paese che tutto il mondo ci riconosce.Proprio in tal senso i parlamentari di SEL dopo aver sottoscritto l’appello di Legambiente hanno deciso di presentare un ddl che rilancia in toto il precorso indicato dalla proposta di Legambiente.

Per SEL la bellezza non è solo cura di ciò che arriva dal passato, ma è anche la capacità di costruire futuro, secondo i criteri della vivibilità, della qualità della vita e del benessere individuale. Il nostro impegno è appunto volto a  che gli italiani tornino a respirare la bellezza.

Fabio Lavagno deputato e coordinatore SEL Piemonte

Vanda Bonardo responsabile Ambiente e Territorio SEL Piemonte

 

 

La maggiori associazioni ambientaliste oggi a Montecitorio per incontrare Bersani

“C’E’ BISOGNO DI UNA SVOLTA VERDE PER RILANCIARE L’ITALIA”

Incontro con Bersani che punta su un Programma d’Attacco

ass.ambient“Se, come detto dall’onorevole Bersani, il nuovo Governo deve definire un ‘Programma d’attacco’, per rilanciare il Paese si deve puntare decisamente sul Green Deal, su una Svolta per un’economia verde e rigenerativa che deve costituire il fulcro dell’agenda del futuro Governo, valorizzando gli elementi di forza (parchi, biodiversità, patrimonio culturale, produzioni di qualità), garantendo una roadmap verso il 100% di energie rinnovabili, un programma di piccole e medie opere immediatamente cantierabili per il risanamento e la manutenzione del territorio e una ri-conversione ecologica del nostro apparato produttivo che ricomprenda i costi ambientali per evitare che le minacce e i danni ambientali provocati dalle produzioni inquinanti ricadono sui cittadini e mettano a rischio anche gli asset di forza del Paese”, così commentano le maggiori associazioni ambientaliste CAI – Club Alpino Italiano, FAI – Fondo Ambiente Italiano, Federazione Pro Natura, Greenpeace Italia, Legambiente, Touring Club Italiano, WWF che hanno avuto un incontro questa mattina dalle 13.00 alle 14.00 a Montecitorio con l’onorevole Pierluigi Bersani, che ha ricevuto il mandato esplorativo dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

“Apprezziamo che per la prima volta nella storia repubblicana si chieda un incontro anche con le associazioni ambientaliste, riconoscendo loro un ruolo fondamentale nel contribuire con la tutela dell’ambiente, della biodiversità e dei beni culturali alla ricchezza della nazione”, aggiungono le maggiori associazioni ambientaliste, che hanno consegnato un sintetico documento su 10 temi 1.Energia e clima; 2. Trasporti e infrastrutture; 3. Consumo del Suolo, 4. Difesa del Suolo, 5. Bonifiche, 6, Biodiversità e aree protette, 7. Beni culturali e paesaggistici, 8. Turismo e ambiente, 9. Ministero dell’ambiente, 10. Diritti e delitti ambientali (vedi scheda di approfondimento in coda).

Le maggiori associazioni ambientaliste chiedono, anche, di dare piena attuazione alla Strategia Nazionale della Biodiversità, approvata nell’ottobre 2010, che stenta a decollare e di fissare un termine entro il quale approvare la nuova generazione dei Piani paesaggistici, che attendiamo dal gennaio 2010. Occorre che il Governo si occupi organicamente di Patrimonio culturale, della sua conservazione (tutela e cura), fruizione (turismo culturale) e ri-produzione di cultura”.

Le maggiori associazioni ambientaliste chiedono più coraggio nella ri-conversione ecologica dell’economia: “Il presupposto della Green Economy è la decarbonizzazione dell’economia e non quella di creare un “settore verde. – commentano le maggiori associazioni ambientaliste e aggiungono: “In questo senso, le proposte a breve presentate nel Programma di Governo dell’on. Bersani, ampiamente condivisibili nello specifico, vanno inserite in un quadro nuovo che preveda la progressiva fuoriuscita dalle fonti fossili. E’ necessario rivedere in quest’ottica la “Strategia Energetica”da poco approvata dal governo uscente: eliminare progressivamente l’uso del carbone e dell’olio combustibile nel settore elettrico, fermare le trivelle a mare, garantire strumenti efficaci e snelli alle rinnovabili per uno scenario 2050 a zero emissioni di CO2. Anche nel settore delle grandi opere si chiede chiarezza: si deve definire un Piano nazionale per la mobilità che serva a dare risposta ai gravi problemi di congestione e di inquinamento delle nostre città, abbandonare il Primo programma delle infrastrutture strategiche, che costituisce (con le sue 390 opere in elenco per 375 miliardi di euro) un’ipoteca per il futuro economico-finanziario e ambientale del Paese.”

Segue:
Scheda di approfondimento “Punti per una ri/conversione ecologica del Paese”

Roma, 25 marzo 2013

Gli Uffici Stampa
WWF Italia, Tel.: 06 84497 265/213; 02 83133233
Legambiente: 06 86268376 – 53
Touring Club Italiano, Tania Rao Torres/Chiara Catella Tel. 02 8526214; Cell.3493371029

Scheda di approfondimento:

PUNTI PER UNA RI/CONVERSIONE ECOLOGICA DEL PAESE
INCONTRO CON L’ON. PIERLUIGI BERSANI DEL 25 MARZO 2013

Quelle che vengono descritte qui di seguito sono alcune delle principali priorità individuate dalle maggiori associazioni ambientaliste CAI, FAI, Federazione Pro Natura, Greenpeace Italia, Legambiente, Touring Club Italiano, WWF tra le 80 proposte e 12 filoni tematici che sono stati illustrati nel Documento pre-elettorale “Agenda ambientalista per la Ri/Conversione ecologica del Paese”.

• ENERGIA E CLIMA – Confermare misure immediatamente applicabili quali gli sgravi del 55% per l’efficienza energetica degli edifici, ma nel contempo definire anche il quadro complessivo di intervento attraverso la convocazione di una conferenza energetica nazionale che veda la partecipazione delle organizzazioni non governative e abbia come obiettivo la revisione della Strategia Energetica Nazionale, approvata recentemente con decreto interministeriale. Revisione basata su due assi di intervento/obiettivi: 1. l’Obiettivo del 100% Rinnovabili al 2050 definendo una strategie di transizione che porti all’abbandono progressivo delle centrali alimentate con combustibili fossili, procedendo subito a non costruire nuove centrali a carbone ed ad olio combustibile e rinunciando a al piano di trivellazioni petrolifere off shore; 2. la definizione di una Roadmap nazionale di Decarbonizzazione e di uso efficiente delle risorse per i settori di produzione dell’energia elettrica, dei trasporti, dell’industria e dei servizi che sostengano la Green Economy.

• TRASPORTI E INFRASTRUTTURE – Procedere subito: 1. con tutti gli atti necessari alla liquidazione della Stretto di Messina Spa e alla caducazione dei rapporti concessori, convenzionali e contrattuali con il GC Eurolink, 2. ad un dibattito pubblico che porti ad individuare priorità di intervento per il potenziamento delle linee ferroviarie esistenti alternative alla trasversale ad AV a cominciare dalla Torino-Lione (come sta già avvenendo sull’asse Venezia-Trieste da parte del commissario governativo Bartolo Mainardi); 3. ad emendare l’art. 1 della Legge Obiettivo, l. n. 443/2001, laddove stabilisce che il Primo programma sia “automatica integrazione” del Piano Generale dei Trasporti e della logistica. In un quadro di più ampio respiro rivedere profondamente le procedure derivanti dalla Legge Obiettivo garantendo sedi di confronto tecnico, l’informazione e la partecipazione della cittadinanza e definire un Piano nazionale della mobilità che superi il Primo Programma delle infrastrutture strategiche (lievitato in maniera incontrollata tra il 2001 e il 2012 dai 125,8 miliardi di euro ai circa 375 miliardi di euro attuali) e abbia come priorità l’intervento organico nelle aree urbane, il riequilibrio modale dalla strada alla ferrovia in particolare per le merci e la riduzione delle emissioni di gas serra.

• CONSUMO DEL SUOLO – dal punto di vista delle modifiche puntuali alla normativa attuale: 1. definire una diversa modulazione del contributo di costruzione di cui all’art. 16 del DPR n. 380/2001 (Testo Unico Edilizia) in grado anche di premiare la riqualificazione statica e energetica del patrimonio edilizio; 2. reintrodurre il vincolo di destinazione del contributo di costruzione. escludendo che sia utilizzato per il finanziamento della spesa corrente. Dal punto di vista della innovazione normativa: a) elaborare una nuova legge di governo del territorio, che aggiorni la normativa urbanistica ferma al 1942, pervenire ad una legge sul contenimento per via normativa del consumo di suolo, non solo agricolo (partendo dal recente disegno di legge proposto sul tema dal ministro delle Politiche Agricole) e b) introdurre una imposta selettiva che disincentivi il consumo di nuovo suolo su aree esterne al già insediato e sui beni paesaggistici ai sensi del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, D.lgs. n. 42/2004.

• DIFESA DEL SUOLO – adoperarsi per un migliore coordinamento della normativa esistente e una identificazione chiara delle competenze e del sistema delle responsabilità, a partire dalle Autorità di distretto; aggiornare e adeguare i Piani di Assetto Idrogeologico nella logica multidisciplinare e sistemica della pianificazione di bacino, coerentemente con quanto previsto dalla Direttiva Quadro Acque (2000/60) e dalla Direttiva Alluvioni (2007/60) anche e soprattutto per favorire azioni per una politica di adattamento ai cambiamenti climatici. Garantire risorse adeguate e continue alla manutenzione del territorio e alla difesa del suolo. Il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare calcola che ci sia bisogno di 2,6 miliardi di euro l’anno per 15 anni per garantire la tutela e il ripristino degli equilibri idrogeologici ed ambientali.

• BONIFICHE – definire una strategia nazionale per garantire l’avvio concreto degli interventi di bonifica attraverso un’azione coordinata con le Regioni competenti (anche in relazione agli interventi non d’interesse nazionale) ed una messa in mora dei soggetti che ai termini di legge hanno l’obbligo di procedere ai ripristini ambientali ed alla messa in sicurezza dei siti contaminati. Infine, va ripristinato il reato di “omessa Bonifica”, previsto a suo tempo dall’art. 51-bis del Decreto legislativo n.22/1997 – c.d “Decreto Ronchi” che è stato sostanzialmente abrogato dall’art. 257 D.Lgs. n. 152/2006 e va cancellato il “condono” introdotto di fatto dall’art. 2 della legge n. 13/2009.

• BIODIVERSITA’ ED AREE PROTETTE – garantire subito nei provvedimenti di spesa, a partire dalla Legge di Stabilità, fondi sufficienti al funzionamento dei parchi terrestri e delle aree marine protette e organizzare la Terza conferenza nazionale delle aree protette in un quadro di certezze per la governance dei parchi nazionali e regionali. Operare perché si proceda alla progressiva integrazione degli obiettivi la Strategia Nazionale sulla Biodiversità approvata nell’ottobre 2010 con la programmazione nei diversi settori economici.

• BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI – Per quanto riguarda i beni culturali, bisogna seguire le indicazioni date dal Presidente della Repubblica agli Stati generali della cultura il 15.11.2012. Occorre che il Ministero si occupi anche di cultura, di produzioni e di turismo culturali, oltre che di beni e di attività culturali, e bisogna al più presto reintegrare i Comitati tecnico-scientifici recentemente aboliti, rendendo monco il Consiglio Superiore. Il Ministero è in una situazione comatosa, pur avendo una capacità di spesa per investimenti di circa 500 milioni. Dispone per quest’anno di solo 90 milioni per mantenere e restaurare l’intero patrimonio: meno di un quinto di quanto è in grado di spendere in un anno. Servono, quindi, urgentemente almeno altri 200 milioni per permettere di compiere le sue funzioni ordinarie. Bisogna poi bloccare il taglio imminente di una cinquantina di soprintendenti e prevedere l’assunzione in tre anni di un migliaio di unità con varie qualifiche. Servono, poi, agevolazioni fiscali riguardo all’Iva, all’imposta sui redditi e alle sponsorizzazioni. I servizi aggiuntivi devono essere a breve reimpostati. E’ consigliabile consentire ai privati di dare il loro contributo progettuale, previsto d’altra parte nei codici dei beni culturali e dei lavori pubblici. Fondamentale è anche il rapporto con le Università, previsto nel progetto per Pompei, e che andrebbe sistematicamente adottato. Infine, per quanto riguarda il paesaggio, è da ricordare che nessun piano paesaggistico è stato fino ad ora approvato congiuntamente da Ministero e Regioni. Manca infatti nel Codice un limite di tempo per ottemperare a quest’obbligo di legge. Ciò si raccorda con la proposta della legge quadro nazionale per limitare l’uso dei suolo a fini costruttivi.

• TURISMO E AMBIENTE – Per definire una visione Paese e far crescere qualitativamente l’offerta e, dunque, per rendere l’Italia più competitiva sul mercato internazionale, si chiede un Piano nazionale per la qualità per consentire alle imprese di riposizionarsi e di sperimentare progetti di rete che impegnino gli operatori in percorsi condivisi e di crescita comune rispettando e promuovendo quelle attività innovative che valorizzano le vocazioni dei territori. Bisogna anche dedicare grande attenzione allo sviluppo del settore turistico del Mezzogiorno affrontando i problemi del buon uso del territorio, della criminalità e della sicurezza e del migliore impiego delle risorse derivanti dalla nuova programmazione dei fondi strutturali 2014-2020.

• MINISTERO DELL’AMBIENTE – Si deve bloccare la progressiva liquidazione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare portando il suo bilancio annuale dagli attuali 450 milioni ad almeno 700 milioni di euro l’anno, per consentire di avere le risorse sufficienti per finanziare anche interventi in particolare nel settore della difesa del suolo. Si deve istituire inoltre un’Agenzia nazionale autonoma per i controlli ambientali, che svolga a questo fine attività ispettive, analitiche e di ricerca sul campo e coordini un sistema integrato di agenzie ambientali.

• DIRITTI E DELITTI AMBIENTALI – Si ritiene che si possa procedere a breve alla tutela penale dell’ambiente avendo come riferimento la proposta elaborata nella XV Legislatura dalla Commissione Bicamerale sul ciclo dei rifiuti, che aveva visto il consenso delle diverse forze politiche. Inoltre, se la legislatura avrà respiro si ritiene opportuna la introduzione, tra i principi fondamentali della Costituzione, del diritto alla tutela dell’ambiente da declinarsi, oltre che come diritto soggettivo, anche in termini di dovere, specie nei confronti delle successive generazioni.

Commenti di Vanda Bonardo al Convegno: La sfida del mercato dei crediti di carbonio nel settore agroforestale

Convegno:
La sfida del mercato dei crediti di carbonio nel settore agroforestale in Italia e in Piemonte
TORINO – Museo Scienze Naturali 18 Marzo 2013

Il problema dell’elevata concentrazione di CO2 può essere affrontato riducendo le emissioni, ma anche aumentando lo stoccaggio del carbonio (nelle foreste e nel suolo).

A questo scopo esistono mercati di crediti regolamentati per legge e mercati che operano su base volontaria.images

Lo Stato italiano a partire dal 2008 utilizza i crediti di carbonio generati dal settore forestale per il raggiungimento degli obiettivi del Protocollo di Kyoto, però senza aver ancora attivato un meccanismo di compensazione per i proprietari e i gestori.

L’applicazione delle indicazioni del Codice presentato nel convegno dell’IPLA si propone come forte iniziativa di auto-regolamentazione su base volontaria, supportata da ampio consenso delle parti sociali e imprenditoriali coinvolte e basata sulle best practices maturate in altri paesi, in attesa che lo Stato intervenga con chiarimenti normativi sui diritti di proprietà dei crediti e/o sui metodi di compensazione diretti ed indiretti dei gestori forestali e agricoli, anche al fine di prevenire il doppio conteggio e la doppia remunerazione dei crediti.

Con il Codice qui proposto si va a delineare un percorso verso il mercato volontario dei crediti di carbonio forestali in Italia.

In altre parole l’obiettivo è quello di trovare un compromesso utile a coordinare efficacemente l’azione istituzionale e le attività volontarie degli imprenditori per il raggiungimento degli impegni sottoscritti dal nostro Paese nell’ambito del Protocollo di Kyoto.

La metodologia proposta è quella usata con successo nella regione Veneto (e Friuli) con il progetto LIFE Carbomark.

Per questo occorre che e istituzioni (Regioni e Stato) da anni chiamate a prendere una posizione sul mercato volontario del carbonio oggi finalmente si decidano a svolgere il proprio compito.

A differenza del mercato regolamentato che vincola esclusivamente i “grandi emettitori”, il mercato volontario può coinvolgere quelli piccoli e medi. Da sottolineare quindi l’importanza della vicinanza tra i soggetti che inquinano e le potenziali iniziative di mitigazione intraprese nelle nostre valli (importanza della scala locale per il conseguimento dei benefici). Potendo coinvolgere i piccoli e i medi (molti numerosi in Piemonte) si dà la possibilità di ulteriori e consistenti risparmi non previsti dai trattati internazionali.

In questo meccanismo virtuoso non è per nulla disdicevole il fatto che si può generare reddito in zone svantaggiate, come ad esempio le aree montane dando valore al servizio di fissazione del carbonio fornito dal’ecosistema forestale. In tal modo si può contribuire a promuovere lo sviluppo delle aree montane e rurali del paese,anche attraverso la creazione di occupazione e la diversificazione delle attività produttive.

E’ un buon metodo per sostenere la gestione attiva del territorio, attraverso un utilizzo sostenibile dei boschi nazionali, per contribuire alla riduzione dell’erosione, alla conservazione e al miglioramento del suolo, alla regolazione di regimi idrici e promuovere il miglioramento delle risorse naturali e del paesaggio rurale ( a tutti è noto quanto ci costano le alluvioni e le frane!!!).

Proprio a partire da questi aspetti fortemente positivi e quindi meritevoli di sostegno, per l’occasione con il mio intervento ho evidenziato l’importanza della costruzione di consapevolezza nelle istituzioni e nei cittadini, spesso non a conoscenza di questi elementi e al contempo la necessità di avere una risposta concreta da parte delle Istituzioni. In specifico il riferimento è alla Regione Piemonte per quanto concerne il sostegno al mercato attraverso:
• i necessari piani forestali regionali e le conseguenti azioni
• un deciso e convinto intervento nel rapporto Stato-Regioni per ottenere che lo Stato ottemperi ai sui doveri
• un riconoscimento del ruolo indispensabile ed importante svolto dall”IPLA e quindi una restituzione della necessaria stabilità all’ente affinché possa svolgere adeguatamente il proprio lavoro.

la sfida del mercato dei crediti di carbonio nel settore agroforestale in Italia e in Piemonte

CONVEGNO
Torino, 18 marzo 2013, MUSEO Regionale Scienze Naturali

Convegno di presentazione e condivisione della nuova versione del Codice Forestale del Carbonio promosso da IPLA.

All’evento partecipano, oltre agli esperti del forum, le istituzioni interessate, quali ministeri, regioni, province e comuni, liberi professionisti, proprietari forestali, carbon traders, istituti di ricerca e associazioni ambientaliste.

VANDA BONARDO INTERVIENE A NOME DI LEGAMBIENTE ONLUS

SCARICA programma CONVEGNO la sfida del mercato dei crediti di carbonio nel settore agroforestale in Italia e in Piemonte

Nevediversa 2013

Nevediversa 2013

Tante le iniziative di Legambiente per riscoprire le Alpi d’inverno senza sci:

dall’eco-weekend sulle Dolomiti Bellunesi all’escursione tra i villaggi della Muggiasca

“Serve un nuovo modello di turismo invernale a impatto zero e di qualità”

 

Stilato il decalogo di dieci punti per una montagna sostenibile

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Riscoprire e vivere le Alpi abbandonando gli sci, le piste e gli impianti, perché esistono tanti altri modi più ecosostenibili per apprezzare la montagna d’inverno. Ciaspolate o nordicwalking tra sentieri innevati, trekking all’interno delle aree protette, oppure escursioni urbane tra i paesini di montagna gustando, tra una tappa e l’altra, i piatti locali. È quanto propone Legambiente con Nevediversa, l’appuntamento invernale della Carovana delle Alpi per presentare un nuovo turismo invernale a impatto zero e denunciare le aggressioni perpetrate ai danni dell’ambiente montano. Anche quest’anno sono tante le iniziative organizzate dai circoli di Legambiente in tutto l’arco alpino: dall’eco week-end sulle Dolomiti Bellunesi con ciaspolata e cena a base di bio-pizza, alla passeggiata tra i villaggi della Muggiasca, per arrivare alla ciaspolata serale in Val di Mello. L’obiettivo è quello di sensibilizzare cittadini e vacanzieri su questi temi. Per l’occasione l’associazione ambientalista ha stilato anche un decalogo di dieci punti per chi frequenta le località montane.

“Il turismo invernale – dichiara Vanda Bonardo, responsabile Alpi Legambiente – deve rinnovarsi. Ogni anno sulle Alpi vengono spesi centinaia di milioni di euro per ammodernare impianti e piste da sci, centinaia di milioni che producono spesso gravi danni ambientali in aree vulnerabili e di grande pregio naturalistico. Per realizzare nuove piste occorre abbattere foreste, spianare pascoli e torbiere, oltre che consumare grandi quantità di acqua e energia. Ma sciare in  pista non è l’unica cosa che si può fare in montagna. Per questo con Nevediversa vogliamo sostenere un’offerta turistica alternativa che non aggredisca il patrimonio naturalistico delle zone montane, ma al contrario ne faccia un punto di forza. In questo senso diventa strategico il ruolo che svolgono i luoghi per le loro caratteristiche di unicità e bellezza che esprimono”.

Tra le iniziative di Nevediversa, questo week-end 2 e 3 marzo l’appuntamento è in Val di Mello con una ciaspolata serale e cena a San Martino. Domenica sono poi in programma le passeggiate sulla neve nella foresta regionale dei Bagni di Masino. Altro appuntamento è l’eco week-end sulle Dolomiti Bellunesi: sabato ritrovo e pernottamento al Centro di Educazione Ambientale di Legambiente a Lamon (BL) e cena a base di bio-pizza. Invece domenica al via l’escursione sulle Vette Feltrine con partenza alle ore 8 per Passo Croce d’Aune e arrivo al Rifugio dal Piaz. In località Branchetto – Bosco Chiesa Nuova (VR), sempre nel primo week-end di marzo, ci sarà una ciaspolata tra gli alti pascoli della Lessinia e poi un incontro conviviale presso il Rifugio Branchetto. Invece a Camaggiore (LC) è in programma un’escursione tra i villaggi della Muggiasca: Vendrogno, Noceno, Camaggiore e San Grato. A Ornica (BG) sabato 9 marzo è stato organizzato un convegno su “Energia in montagna”, a seguire una cena con i prodotti tipici della valle. Domenica 10, ciaspolata nella Valle d’Inverno. In Valle D’Aosta, l’appuntamento è il 10 marzo per un’escursione a Saint Barthélemy (NUS) con destinazione l’Alpe Tsa de Fontaney.

Infine per ricordare quanto sia importante mantenere uno stile ecosostenibile anche in montagna e saper valutare gli eventuali rischi, Legambiente ha redatto un decalogo di dieci punti. Dieci consigli pratici da non dimenticare come ad esempio scegliere sempre un percorso adatto alla propria preparazione; affidarsi ad un professionista o ad un conoscitore della zona; consultare il bollettino meteo prima di partire; curare con attenzione il proprio equipaggiamento dai vestiti al pranzo al sacco. Per quanto riguarda la gestione dei rifiuti ad alta quota, è importante avere sempre con sé un sacchetto dove poter mettere l’immondizia prodotta e se si portano succhi di frutta, occorre eliminare il cartone del packaging. Inoltre Legambiente ricorda che, anche se nei parchi e nei rifugi si trovano bidoni per i rifiuti, è preferibile portare l’immondizia prodotta direttamente a valle. Così facendo si diminuisce l’utilizzo dell’elicottero, destinato a far ciò, che ha enormi costi ambientali.

L’Ufficio stampa di Legambiente: 0686268353-99

IL BOSCO DI FAGGI A LIMONE PIEMONTE: un patrimonio da conservare e valorizzare

                                                              Comunicato Stampa

Sebbene da pochi giorni sia entrata in vigore una nuova legge a tutela del nostro patrimonio  arboreo, la Legge 10 del 2013, nel comune di Limone Piemonte un bosco di faggi di grande  pregio ambientale e paesaggistico rischia di sparire per sempre .E’ la conseguenza di un’assurda  variante al Piano regolatore generale,con la quale si è autorizzata la realizzazione di autorimesse interrate . “Il bosco che Bosco.faggiosi vuole abbattere per far posto ai garage- dichiarano Vanda Bonardo responsabile ambiente e territorio SEL Piemonte, Fabio Lavagno coordinatore SEL Piemonte  e Barbara Giolitti, coordinatrice SEL Cuneo – ci racconta di come nel passato (ottanta anni fa) gli abitanti decisero con saggezza  di  piantare i faggi per schermare  la linea ferroviaria in pieno centro urbano.  Oggi questi alberi quasi centenari hanno assunto una grande valenza  paesaggistica, oltre che di mantenimento dell’assetto del terreno.Un caso che presenta tutti i buoni motivi per far assurgere  i faggi al rango  di alberi monumentali  da difendere, così come recita la Legge 10 poiché qui è evidente “l’elevato pregio ambientale che si accompagna al fatto di simboleggiare eventi storici e identità territoriali”.

A poco giova la proposta di compensazione con manto erboso e di specie arboree autoctone idonee e ancor meno risulta giustificabile l’ipotesi di sostituire il bosco in altra zona così come concesso dalla Legge regionale n. 4 del 2009 sulla tutela dei boschi.

“Siamo in una fase storica di grandi cambiamenti dove oramai il problema del consumo di suolo è riconosciuto in tutta la sua gravità  e perciò va fermato al di là di ogni  giustificazione o pretesa.Al contempo si rende impellente la conservazione del patrimonio paesaggistico e storico qui rappresentato dal vecchio bosco di faggi . Per questo – concludono gli esponenti di SEL- si ritiene inaccettabile questo ennesimo caso di speculazione edilizia ai danni del patrimonio boschivo rappresentato dagli 80 faggi che si intende tagliare.Pertanto si auspica un repentino ravvedimento da parte delle autorità locali.”

Abbattimento Orso M13

Comunicato stamp

Legambiente ricevuta dall’Ambasciata Svizzera.

“C’è interesse ad iniziare un percorso comune per una efficace tutela del plantigrado”

“Riteniamo positivo l’incontro che questo pomeriggio siamo riusciti ad avere con l’Ambasciata Svizzera per discutere dell’abbattimento dell’orso trentino, denominato M13, ucciso a fine febbraio nel Cantone dei Grigioni. Un’occasione per ricordare alla Svizzera quanto sia fondamentale rispettare le convenzioni internazionali che tutelano questo plantigrado. I rappresentati svizzeri, dall’altro canto, si sono detti interessati ad iniziare un percorso comune che guardi anche all’esperienza italiana sulla tutela dell’orso, un’esperienza che in questi anni ha permesso di raggiungere ottimi risultati”. Così dichiarano Vittorio Cogliati Dezza e Antonio Nicoletti, rispettivamente presidente nazionale e responsabile delle aree protette di Legambiente, che questo pomeriggio sono stati ricevuti dal consigliere Stefano Vescovi e dalla responsabile per la stampa Ruth Theus Baldassare.

L’ufficio stampa Legambiente: 0686268353-399

CANDIDATI RISPONDONO A LEGAMBIENTE

  • legambiente_piemonteCome giudica la nostra proposta di legge? Ritiene di poterla sottoscrivere, impegnandosi concretamente a portarla in discussione in Parlamento?

Siamo stati tra i primi a sottoscrivere la proposta di legge poiché condividamo appieno le istanze sostenute e per questo ci impegnamo a portarla avanti in Parlamento.A questo proposito si rammenta che SEL intende rilanciare il dibattito sull’uso razionale di beni comuni come aria, acqua, suolo, territorio, paesaggio e biodiversità ben sintetizzati qui nel concetto di bellezza.

  • L’eccessivo consumo di suolo nel nostro Paese comporta la perdita di suoli agricoli e paesaggi, che vengono irrimediabilmente compromessi. Le nuove costruzioni non sono quasi mai giustificate dalle esigenze abitative e produttive. L’ultima denuncia è arrivata pochi giorni fa dall’Ispra che ha dichiarato che ogni secondo in Italia perdiamo 8 metri quadrati di suolo (oltre la media europea). Pensate sia un fenomeno da contrastare? Come?

E’ indispensabile contrastare il consumo di suolo.Per compiere questo passo indifferibile occorre ripartire dalla determinazione dei fabbisogni “reali”, ovvero necessari alla soddisfazione delle esigenze delle persone e delle attività economiche, alla qualità della vita e allo sviluppo. Contemporaneamente occorre rinunciare a tutti quegli interventi di corto respiro, spesso utili solo a far quadrare i bilanci degli Enti o peggio ancora a soddisfare piccoli gruppi di interesse.Affrontare le questioni urbanistiche, e, quindi, anche i processi attraverso i quali le pubbliche amministrazioni governano il territorio, significa inevitabilmente cercare di comprendere i processi che regolano le trasformazioni del territorio (sia esso urbano o extraurbano.).Il riferimento è alla formazione e appropriazione della rendita, ossia all’incremento di valore del territorio proprio per effetto delle scelte pubbliche relative alla destinazione dei suoli, alla loro densità di utilizzo, agli investimenti per la infrastrutturazione del contesto.

  • L’agricoltura sta assumendo un ruolo sempre più strategico per il futuro della nostra società e nonostante questo la politica se ne occupa molto poco, quali strategie, a suo avviso, andrebbero messe in atto per poter aiutare questo importante settore a migliorarsi e modernizzarsi pur nel rispetto della tradizione che caratterizza il nostro Paese? Ritiene sia necessario attuare politiche che aiutino e supportino le piccole aziende che non possono competere con l’agricoltura intensiva e industrializzata; se si quali? È favorevole o contrario agli OGM? È favorevole o contrario alle colture esclusivamente destinate alla produzioni non destinate all’alimentazione (biomasse, biodisel, ecc.)?

Vogliamo un’attività agricola che rappresenti un vero presidio ambientale del territorio. Un’agricoltura che garantisca reddito può arginare il fenomeno del consumo dissennato del suolo creando forze vive di pressione locale che si battano contro la destinazione delle aree agricole ad aree di edilizia residenziale e aree produttive. Così come vogliamo un’agricoltura che si occupi del ripristino ambientale, della manutenzione di sentieri e altra infrastrutturazione minore rurale.
Le politiche a favore dell’agricoltura e il rapporto con le lobby del settore devono chiudere le porte al puro assistenzialismo per stimolare la crescita di un forte comparto agricolo del futuro.
L’azienda agricola deve fare i conti con il mercato, anche se piccola, ma a questa vanno attribuite funzioni nuove di interesse collettivo come: la manutenzione idrogeologica, il miglioramento degli habitat agronaturali insimma un’agricoltuira multifunzionale e in tal senso vanno pensati i meccanismi di incentivi a sostegno delle piccole aziende.Va promossa anche la consapevolezza nelle aziende agricole di essere custodi (oltre che legittime proprietarie) del suolo agricolo inteso come vero patrimonio collettivo: di cui la collettività incentiva la custodia, la piena funzionalità produttiva, l’efficienza ambientale, il valore paesaggistico.
Siamo contrari alla coltivazione di OGM sul territorio italiano.
Per le biomasse è indispensabile prevedere una valutazione del bilancio del carbonio (LCA), che privilegi pertanto i residui e la provenienza locale, mentre più cauta deve essere la valutazione delle coltivazione dedicate. In tal senso si ritiene che le colture non alimentari destinate alla produzione di biomassa, biodiesel e bioetanolo,possano essere esclusivamente inserite in normali rotazioni agrarie o comunque in pratiche che consentano di ottenere produzioni adeguate in condizioni di bilancio energetico favorevole, di mantenere la fertilità generale dei suoli e di non distogliere in modo definitivo le superfici agrarie dalla loro naturale destinazione.

  • Come giudica la decisione della commissione agricoltura del Parlamento Europeo di impoverire o bloccare la maggior parte delle misure di greening, che obbligavano le aziende a mettere in atto una serie di azioni rivolte alla salvaguardia e miglioramento della biodiversità per poter aver accesso ai finanziamenti della PAC, e che, più in generale, avrebbero dovuto rendere l’agricoltura più sostenibile per l’ambiente. È a favore del greening? Pensa che le aziende agricole che percepiscono finanziamenti pubblici debbano dimostrare di svolgere un ruolo utile all’ambiente ed alla collettività? L’Italia, essendo uno dei primi contribuenti della CEE può incidere su queste decisioni: cosa pensa di poter fare affinché ciò accada realmente?

Esprimiamo il nostro netto dissenso relativamente al blocco delle misure greening e pensiamo che queste scelte possano essere riviste eventualmente anche con una bocciatura del bilancio da parte del Parlamento Europeo oltre che con il necessario pressing da parte del futuro governo italiano.Tra le varie misure da tradursi in fondi strutturali utilizzabili a livello regionale riteniamo importanti per l’intera collettività:
 Gli incentivi alla forestazione di pianura come compromesso tra riqualificazione naturalistica del territorio e opportunità di reddito. Conversione dei pioppeti e dei campi a cereali delle aree golenali e delle aree più scomode e meno produttive con bosco
 Gli incentivi al ridisegno del paesaggio agricolo con l’alternanza di colture, siepi, tratti boscati;
 La promozione dell’agricoltura in montagna, associata alla manutenzione territorio e dei sentieri;
 I centri per l’agricoltura biologia e per i servizi ai prodotti tipici;
 La promozione della filiera corta e dei prodotti tipici;;
 I rapporti stretti tra le associazioni dei produttori e i gruppi di acquisto collettivo;
 Le azioni per favorire l’approvvigionamento esclusivo di prodotti di stagione del territorio da parte della ristorazione e del ricettivo turistico-alberghiero;

  • I boschi sono un’importante risorsa multifunzionale: l’aumento del costo dei combustibili per il riscaldamento, nonché gli incentivi per la produzione di energia da biomassa hanno riacceso l’interesse verso il loro sfruttamento. La gestione forestale è in capo alle Regioni che hanno normative anche molto differenti tra loro. Tutto il settore risente di una pesante arretratezza e disorganizzazione che favorisce chi si improvvisa a svantaggio di ditte serie che operano ufficialmente sul mercato. Fatte queste premesse, cosa pensa si debba fare per garantire uno sfruttamento della risorsa che garantisca il mantenimento della sua multifunzionalità?
  • Pensa che il CFS debba essere riorganizzato, se sì come e con quali finalità? Pensa sia utile investire nel settore forestale, in modo certo e continuativo, anche per quel che riguarda lo studio e la conoscenza, visto il ruolo che gli viene riconosciuto nel contribuire alla lotta per il cambiamento climatico. Se sì con quali risorse? É d’accordo a cancellare il vincolo paesaggistico e dunque l’obbligo di compensazione facilitando la possibilità di trasformare un enorme quantità di boschi, come stabilito dall’art. 26 del decreto semplificazioni (L.35 del 4/4/2012)?

In questo particolare momento di crisi economica generalizzata, l’interesse che si è venuto a creare per lo sfruttamento delle nostre foreste va in qualche modo governato e indirizzato al fine di evitare che, utilizzazioni forestali senza regole ci privino di un patrimonio fondamentale che per essere mantenuto tale richiede il rispetto di regole ben definite.Si ritiene indispensabile e urgente rafforzare la tutela del patrimonio faunistico e ambientale, riformando così anche il Corpo forestale regionale, che soffre sempre più di carenze di personale qualificato e manca di direttive coerenti con gli obiettivi di tutela e valorizzazione dell’ambiente naturale. Per quanto sopra risulta quindi indispensabile investire nel settore forestale.Siamo contrari alla cancelazione del vincolo paesaggistico.

  • Si impegna a sostenere la taratura dell’incentivazione delle fonti rinnovabili in funzione della loro sostenibilità, in particolare togliendo gli incentivi in vigore per quelle fonti che, ad un esame di ciclo di vita, risultano avere un bilancio ambientale negativo a livello locale o globale, e incrementando gli incentivi per pratiche più virtuose, come ad esempio, la sostituzione dell’eternit sui tetti con pannelli fotovoltaici?

SI

  • Si impegna a propugnare la realizzazione di un deposito nucleare centralizzato nazionale opponendosi, viceversa, alla realizzazione di depositi nucleari locali?

SI

  • Si impegna a richiedere il ripristino della norma che impone il rispetto dei valori massimi di campo elettromagnetico ad alta frequenza per qualsiasi intervallo di sei minuti, e non come media giornaliera?

SI

  • Si impegna a promuovere l’adozione di misure organiche, che vadano oltre le logiche della raccolta differenziata, dell’incenerimento, dello smaltimento e della gestione dello scarto, al fine di passare da azioni sul consumatore (da continuare a sensibilizzare) ad interventi sul produttore, premiando chi sceglie di fabbricare simili prodotti, chi ingegnerizza, incentivando la produzione di beni con una vita più lunga, facilmente smaltibili a fine vita e riutilizzabili in ogni parte?

SI

  • Si impegna a sostenere l’ottemperanza alla nuova direttiva europea sui rifiuti che, tra gli impegni per ogni Stato membro, prevede entro il 12 dicembre 2013 la redazione del Programma nazionale di prevenzione?

SI

  • Nella proposta di legge per la bellezza si parla anche di repressione all’abusivismo edilizio, piaga che affligge tutta l’Italia anche se meno la nostra Regione. Non si può dire altrettanto per le ecomafie e i reati ambientali che, come denunciamo con il nostro annuale Rapporto Ecomafia e come emerso dalle ultime inchieste (Minotauro, Alba Chiara, ecc) non sono solo più prerogativa del sud Italia.
  • Da tempo noi chiediamo che i reati ambientali vengano inseriti nel codice penale. Cosa ne pensate? Come pensate di muovervi per arginare la criminalità ambientale?

La lotta alle mafie e alla corruzione per noi è parte essenziale di un grande e forte progetto di ricostruzione dei diritti sociali e delle politiche pubbliche.Per questo poniamo al primo punto del nostro programma sulla legalità il contrasto ai capitali e ai patrimoni dei corrotti e dei mafiosi per un loro riutilizzo sociale. In considerazione del fatto che gran parte del femomeno mafioso e dell’illegalità è riferibile ad atti contro l’ambiente consideriamo indispensabile l’introduzione nel Codice penale dei delitti contro l’ambiente, condannando con pene reclusive, crescenti in base alla gravità degli illeciti, l’inquinamento ambientale, la frode, il disastro, il delitto di ecomafia. Anche in questo senso raccogliamo e facciamo nostra la proposta avanzata dall’Associazione Libera per un forte rilancio della Legge La Torre e per una effettiva utilizzazione a scopo sociale dei beni confiscati. Riteniamo del tutto inadeguata l’attuale legge anticorruzione, nella quale mancano i capitoli decisivi del falso in bilancio e dei reati di auto riciclaggio e corruzione tra privati.

  • Si impegna affinché vengano messe in campo tutte le politiche necessarie per favorire entro il 2020 il raggiungimento del target 20-20-20 della mobilità (intese come percentuali di ripartizione modale tra biciclette, pedoni e TPL), quale risposta più efficace al disinquinamento e alla rivitalizzazione delle nostre città? In particolare si impegna a farsi promotore delle proposte contenute nel Libro Rosso della Ciclabilità e della Mobilità Nuova, che prevedono, tra l’altro, una revisione organica del Codice della Strada con una particolare attenzione agli utenti deboli della strada?

SI

  • Si impegna affinché si abbandonino progetti che prevedono l’ulteriore potenziamento della rete stradale e autostradale (es. tangenziale Est di Torino, Pedemontana del Monviso, collegamento autostradale Cuneo-Sisteron) nonché grandi opere inutili e dannose come il TAV Torino-Lione? Si impegna inoltre ad un sostanziale incremento delle risorse destinate al Fondo per il trasporto pubblico locale con l’obiettivo, sul territorio piemontese, di ripristinare e rilanciare le tratte ferroviarie recentemente soppresse e potenziare i servizi di trasporto pubblico locale?

SI

  • Si impegna affinché venga rispettato l’esito del referendum del 12 e 13 giugno 2011, attraverso cui 27 milioni di italiani hanno chiesto che l’acqua venga gestita da aziende di diritto pubblico e senza scopo di lucro? Si impegna, in primo luogo, affinché venga ritirata la delibera AEEG che ripristina il profitto sull’acqua? Si impegna inoltre a promuovere politiche di risparmio della risorsa acqua in tutte le sue forme?

SI

  • Circhi e spettacoli viaggianti sono destinatari di ingenti somme del Fondo Unico dello Spettacolo (circa 6 milioni nel 2010). Gli unici parametri a cui devono attenersi riguardo alla gestione degli animali sono le Linee guida della Commissione Scientifica CITES, peraltro sovente disattese. Sempre più persone, tra cui educatori e psicologi, sono contrari agli spettacoli che utilizzano animali, ritenendoli diseducativi e causa di maltrattamento per gli animali. In particolare, può essere giuridicamente configurato il maltramento di animali per quelli selvatici, trattandosi di specie le cui caratteristiche eco-etologiche vengono profondamente alterate; l’utilizzo di animali appartenenti alla fauna selvatica, inoltre, è una delle cause della cattura e commercio di specie esotiche anche protette o potenzialmente pericolose; molti Comuni hanno recentemente ricercato soluzioni per evitare l’attendamento di circhi/spettacoli con animali, spazi che andrebbero concessi secondo la legge 337 del 1968. Alla luce di questi fatti, si impegnerà nel sostenere con forza l’adozione di misure normative volte a vietare a circhi e spettacoli viaggianti ogni ulteriore acquisizione di animali (anche se frutto di scambio, affitto, cessione gratuita e riproduzione), a cominciare da quelli selvatici, a non rinnovare agli spettacoli che utilizzano animali, in particolare se selvatici, le autorizzazioni che annualmente devono essere sottoposte a revisione, e a privilegiare, nell’assegnazione del Fondo Unico dello Spettacolo, gli spettacoli che non utilizzano animali?

SI

  • In base alle disposizioni della Legge 157/1992 e dell’art. 842 del Codice Civile, un cittadino contrario alla pratica venatoria e/o che teme per l’incolumità sua e dei suoi animali domestici non può opporsi alla caccia su terreni di sua proprietà, a meno che non possa permettersi di recintarne il perimetro con una rete metallica, o un muro, di altezza non inferiore a mt 1.20, oppure tali fondi non siano delimitati da corsi d’acqua perenni, il cui letto deve essere fondo almeno 1.50 mt e largo non meno di 3 metri. Essendo questa normativa, che risale all’epoca del ventennio, in contrasto con il principio di uguaglianza dei cittadini, sancito dalla Costituzione italiana, che devono godere tutti degli stessi diritti davanti alla legge (art. 3) e che devono vedere assicurato il loro diritto assoluto alla proprietà privata riconosciuta e garantita dalla Costituzione in maniera esclusiva (art. 42), si impegnerà per una modifica in tal senso dell’art. 842 del C.C.?

SI

  • dal momento che le 4 specie appartenenti alla Tipica Fauna Alpina (lepre variabile, coturnice, pernice bianca, gallo forcello) possiedono un alto valore ecologico e naturalistico, non recano alcun danno alle attività umane e versano da anni in grave stato di sofferenza a causa sia delle modificazioni dell’habitat montano, sia del prelievo venatorio, si impegnerà per inserirle nell’elenco delle specie non cacciabili?

SI

  • in relazione anche a quanto accaduto negli ultimi anni circa le campagne contro gli allevamenti Morini e Green Hill e contro la ditta Harlan, che hanno visto la mobilitazione di migliaia di persone contrarie alla vivisezione sulla base dell’esistenza di alternative serie e scientificamente valide, si impegnerà affinché sia abrogato, in ogni campo, il generico e generalista obbligo di presentare dati raccolti tramite la sperimentazione animale, pur tenendo fermo l’obbligo per le aziende di fornire dati solidi, ottenuti nel rispetto del metodo scientifico, sui potenziali effetti dei nuovi prodotti (siano sostanze e/o tecniche e/o metodi) per cui si richiede l’autorizzazione al commercio, e affinché siano vietati nel nostro Paese l’allevamento, l’importazione, il transito e la detenzione di animali destinati alla vivisezione e vengano chiusi di quelli esistenti?

SI

  • in un contesto di crisi economica e politica quale quello che stiamo vivendo, le politiche giovanili rimangono un ambito fondamentale su cui puntare e investire? Noi riteniamo che lavoro, sapere e diritti debbano tornare al centro delle scelte strategiche per restituire fiducia e futuro al paese e crediamo anche che si debba costruire un nuovo sistema di welfare universale in grado di assicurare sia il diritto allo studio e l’accesso ai saperi, rimuovendo le disuguaglianze economiche e sociali di partenza, sia la continuità del reddito come fondamento dell’autonomia sociale per il superamento della precarietà lavorativa ed esistenziale delle giovani generazioni. Lei cosa ne pensa?.

Il sistema di welfare italiano, in parte lavoristico (dove i diritti sono riconosciuti in base al lavoro svolto e finanziati attraverso il versamento di contributi da parte di lavoratori e di imprese) e in parte universalistico (dove i diritti riguardanti la sanità, l’istruzione, l’assistenza vengono finanziati dalla fiscalità generale) manifesta una struttura ormai inadeguata nel rispondere alle nuove domande, alle nuove e crescenti diseguaglianze e povertà, e soprattutto all’esclusione dei giovani. Noi proponiamo di investire sullo stato sociale: esso prima di tutto non è un costo, bensì una condizione essenziale allo sviluppo e alla coesione sociale. Per questo proponiamo una riforma del sistema della formazione in linea con quel che chiede l’Europa.L’università e la ricerca devono essere considerati beni pubblici essenziali e perciò serve un piano straordinario di immissione in ruolo dei ricercatori.Inoltre per consentire alle ragazze e ai ragazzi l’autonomia e la libertà di sottrarsi al ricatto della precarietà proponiamo il reddito minimo garantito di 600 euro.

  • riguardo all’edilizia scolastica, crede che possa essere una soluzione la programmazione e pianificazione a lungo termine degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, che dia modo di analizzare i bisogni del patrimonio edilizio scolastico nella sua complessità ed interezza?

SI

  • Riteniamo che lavoro, sapere e diritti debbano tornare al centro delle scelte strategiche per restituire fiducia e futuro al paese e crediamo anche che si debba costruire un nuovo sistema di welfare universale in grado di assicurare sia il diritto allo studio e l’accesso ai saperi, rimuovendo le disuguaglianze economiche e sociali di partenza, sia la continuità del reddito come fondamento dell’autonomia sociale per il superamento della precarietà lavorativa ed esistenziale delle giovani generazioni. Lei cosa ne pensa?

Rispondiamo con i titoli dei capitoli del nostro programma a dimostrazione del fatto che per noi è imprescindibile un cambio di paradigma dove lavoro, ambiente, sapere e diritti costituiscano le colonne portanti sulle quali costruire il futuro economico e sociale dell’Italia.
Precisamente :
 Al Governo per la conversione ecologica dell’economia e della società italiana
 Al Governo per il sapere come leva di un nuovo sviluppo
 Al Governo per la difesa dei diritti
 Al Governo per l’Europa che vogliamo

Torino 21 febbraio 2013

Vanda Bonardo
Monica Cerutti
Fabio Lavagno

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