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Partita su Change.org la petizione sul riordino fondiario e la gestione collettiva delle proprietà

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Roma, 6 luglio 2016                                                                         Comunicato stampa

E’ partita anche su Change.org la petizione di Legambiente sul riordino fondiario e la gestione collettiva delle proprietà, rivolta al presidente del Consiglio dei ministri.

La petizione è frutto della giornata di incontri di sabato 2 luglio a Ostana, che ha aperto ufficialmente la Carovana delle Alpi 2016, la campagna di Legambiente che fa il punto sulla situazione ambientale lungo l’arco alpino.

La mattinata era stata dedicata a una discussione approfondita sul riordino fondiario, sfociata nella stesura definitiva della petizione alle istituzioni affinché risolvano le criticità che impediscono il riordino fondiario e la gestione collettiva della proprietà.

“Una questione di prioritaria importanza in montagna – recita il testo della petizione – poiché indispensabile per porre rimedio a una situazione dove la proprietà frammentata costituisce un ostacolo per la collettività soprattutto laddove sono possibili reinsediamenti di popolazione giovanile. Le Associazioni Fondiarie (Asfo) che stanno nascendo in Italia, aggiungendosi alle tradizionali esperienze di gestione collettiva tipica dei Demani Civici e delle Proprietà Collettive, possono costituirne la soluzione.

L’aspetto più innovativo di questa scelta sta nell’interpretazione della proprietà collettiva, non più come una nostalgia del passato, ma come un altro modo di ‘possedere’ lasciando da parte la gestione individuale per passare (o meglio) ritornare a una gestione condivisa del bene collettivo.

Le maggiori criticità per il decollo di queste forme collettive di gestione derivano dalla mancanza di una normativa specifica e per questo chiediamo alle istituzioni preposte di intervenire affinché si risolvano al più presto gli attuali impedimenti”.

Nello specifico, Legambiente formula poi le seguenti proposte:

  • Promuovere la costituzione e il funzionamento di Asfo riconoscendole come particolare tipo di associazione privata.
  • Consentire agli enti di gestione della Proprietà Collettiva di farsi carico delle tutela e della valorizzazione del patrimonio civico in piena autonomia.
  • Promuovere iniziative affinché Regioni, Stato, Unione europea adottino norme legislative e finanziarie volte a potenziare ed ampliare la possibilità di valorizzare il collettivismo proprietario a matrice locale.
  • Introdurre, o rendere applicabili se esistenti, norme che incentivino i proprietari di terreni incolti a concederli in gestione ad un’Asfo e a Enti di Gestione Collettiva per la relativa utilizzazione e valorizzazione.
  • Analogamente, per superfici di proprietari non identificabili o non reperibili, introdurre una normativa semplificata che assegni l’uso, anche solo temporaneamente, a Asfo e a Enti di Gestione Collettiva.
  • Per quanto riguarda i terreni in stato di abbandono, prevedere che il comune, mediante una procedura semplificata, dopo aver verificato lo stato di abbandono, ne possa assegnare la gestione, anche solo temporaneamente, alle Asfo e a Enti di Gestione Collettiva.
  • Incentivare i comuni a sostenere le Asfo e gli Enti di Gestione Collettiva che si costituiscono su i propri territori.
  • Prevedere che le Asfo e gli aEnti di Gestione Collettiva possano accedere a tutti i contributi previsti dal Piano di Sviluppo Rurale e da altre fonti di finanziamento.
  • Prevedere la possibilità di erogare forme di compensazione ai proprietari che affidano l’uso dei terreni alle Asfo e agli a Enti di Gestione Collettiva qualora venga a verificarsi un mancato reddito;
  • Riconoscere esplicitamente che la distribuzione ai proprietari concedenti un appezzamento all’Asfo e agli Enti di Gestione Collettiva di una frazione pro-quota del canone di affitto complessivo percepito dall’Asfo stessa o dall’Ente, non costituisce attività commerciale, ma semplicemente l’introito di un reddito dominicale che potrà essere tassato o no in funzione della collocazione altimetrica dell’area interessata.

La petizione si può sottoscrivere su

https://goo.gl/hk4fCO

L’ufficio stampa Legambiente 06 86268399 – 76 – 53


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