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Commenti di Vanda Bonardo al Convegno: La sfida del mercato dei crediti di carbonio nel settore agroforestale

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Convegno:
La sfida del mercato dei crediti di carbonio nel settore agroforestale in Italia e in Piemonte
TORINO – Museo Scienze Naturali 18 Marzo 2013

Il problema dell’elevata concentrazione di CO2 può essere affrontato riducendo le emissioni, ma anche aumentando lo stoccaggio del carbonio (nelle foreste e nel suolo).

A questo scopo esistono mercati di crediti regolamentati per legge e mercati che operano su base volontaria.images

Lo Stato italiano a partire dal 2008 utilizza i crediti di carbonio generati dal settore forestale per il raggiungimento degli obiettivi del Protocollo di Kyoto, però senza aver ancora attivato un meccanismo di compensazione per i proprietari e i gestori.

L’applicazione delle indicazioni del Codice presentato nel convegno dell’IPLA si propone come forte iniziativa di auto-regolamentazione su base volontaria, supportata da ampio consenso delle parti sociali e imprenditoriali coinvolte e basata sulle best practices maturate in altri paesi, in attesa che lo Stato intervenga con chiarimenti normativi sui diritti di proprietà dei crediti e/o sui metodi di compensazione diretti ed indiretti dei gestori forestali e agricoli, anche al fine di prevenire il doppio conteggio e la doppia remunerazione dei crediti.

Con il Codice qui proposto si va a delineare un percorso verso il mercato volontario dei crediti di carbonio forestali in Italia.

In altre parole l’obiettivo è quello di trovare un compromesso utile a coordinare efficacemente l’azione istituzionale e le attività volontarie degli imprenditori per il raggiungimento degli impegni sottoscritti dal nostro Paese nell’ambito del Protocollo di Kyoto.

La metodologia proposta è quella usata con successo nella regione Veneto (e Friuli) con il progetto LIFE Carbomark.

Per questo occorre che e istituzioni (Regioni e Stato) da anni chiamate a prendere una posizione sul mercato volontario del carbonio oggi finalmente si decidano a svolgere il proprio compito.

A differenza del mercato regolamentato che vincola esclusivamente i “grandi emettitori”, il mercato volontario può coinvolgere quelli piccoli e medi. Da sottolineare quindi l’importanza della vicinanza tra i soggetti che inquinano e le potenziali iniziative di mitigazione intraprese nelle nostre valli (importanza della scala locale per il conseguimento dei benefici). Potendo coinvolgere i piccoli e i medi (molti numerosi in Piemonte) si dà la possibilità di ulteriori e consistenti risparmi non previsti dai trattati internazionali.

In questo meccanismo virtuoso non è per nulla disdicevole il fatto che si può generare reddito in zone svantaggiate, come ad esempio le aree montane dando valore al servizio di fissazione del carbonio fornito dal’ecosistema forestale. In tal modo si può contribuire a promuovere lo sviluppo delle aree montane e rurali del paese,anche attraverso la creazione di occupazione e la diversificazione delle attività produttive.

E’ un buon metodo per sostenere la gestione attiva del territorio, attraverso un utilizzo sostenibile dei boschi nazionali, per contribuire alla riduzione dell’erosione, alla conservazione e al miglioramento del suolo, alla regolazione di regimi idrici e promuovere il miglioramento delle risorse naturali e del paesaggio rurale ( a tutti è noto quanto ci costano le alluvioni e le frane!!!).

Proprio a partire da questi aspetti fortemente positivi e quindi meritevoli di sostegno, per l’occasione con il mio intervento ho evidenziato l’importanza della costruzione di consapevolezza nelle istituzioni e nei cittadini, spesso non a conoscenza di questi elementi e al contempo la necessità di avere una risposta concreta da parte delle Istituzioni. In specifico il riferimento è alla Regione Piemonte per quanto concerne il sostegno al mercato attraverso:
• i necessari piani forestali regionali e le conseguenti azioni
• un deciso e convinto intervento nel rapporto Stato-Regioni per ottenere che lo Stato ottemperi ai sui doveri
• un riconoscimento del ruolo indispensabile ed importante svolto dall”IPLA e quindi una restituzione della necessaria stabilità all’ente affinché possa svolgere adeguatamente il proprio lavoro.


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