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SEL AUGURA BUON ANNO ALLE SCUOLE PIEMONTESI

CON L’AUSPICIO CHE  LE NUOVE INDICAZIONI  MINISTERIALI AIUTINO A RIPORTARE LA SCUOLA  AL  COMPITO DI CRESCITA CULTURALE  DELLA COMUNITA’ CHE LE è PROPRIO

Domani anche in Piemonte inizierà il nuovo anno scolastico.Alle solite carenze che vanno dall’edilizia scolastica agli organici, quest’anno si aggiungerà il caos ingenerato  dalla revisione della spesa pubblica: istituti accorpati fino a mille o più alunni, tagli al personale e ai dirigenti, precari penalizzati.

Questa situazione caotica mal si concilia con le nuove Indicazioni nazionali per la scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, appena pubblicate, anche se ancora all’esame del Consiglio di Stato per un parere.Pur con tutti i limiti del caso, ivi compresa la necessità   di chiarimenti soprattutto per quel che concerne la didattica per competenze e la valutazione – secondo SEL – esse costituiscono un testo innovativo,  nel suo complesso.In particolare, in riferimento alla premessa  (Cultura Scuola Persona), SEL auspica che al più presto si apra  un dibattito nella scuola e nel Paese, ciò in considerazione dell’importanza delle argomentazioni messo in campo .

Finalmente si torna a declinare  la complessità dei fatti educativi nella società contemporanea,e la necessità di formare cittadini competenti,  avendo come riferimento i principi della nostra  Costituzione. Il nuovo testo, infatti, ricostruisce puntualmente, attraverso il riferimento a singoli articoli della Costituzione (2, 30, 33, 34, 117), con esplicito richiamo all’art. 3 comma 2, la funzione pubblica della scuola nel nostro Paese, istituzione deputata alla formazione di ogni persona, alla sua crescita civile e sociale.

Purtuttavia occorre essere consapevoli della loro inutilità qualora non siano supportate da debite misure di accompagnamento.Aumenti mirati degli investimenti nell’istruzione e nella formazione a livello nazionale ed europeo – secondo SEL –  sono uno strumento chiave per uscire dalla crisi economica, sia nell’ottica delle riforme strutturali a lungo termine sia per attenuare l’impatto sociale immediato della crisi.

Il successo  dell’Italia e dell’Europa nel competere sullo scenario globale dipende dalle sue abilità e dalla sua capacità di innovazione e dal rapido passaggio a un’economia della conoscenza a basse emissioni. Per tutto questo è indispensabile una scuola  competente.


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